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Il Macrolane, l'acido ialuronico ad alto peso molecolare prodotto dalla svedese Qmed e adatto ai grandi riempimenti, è ormai in commercio da alcuni anni. E' quindi il momento di una riflessione su questo prodotto in base all'esperienza acquisita. Tra i possibili impieghi quello che generava le maggiori aspettative era senz'altro l'aumento del seno. Il nuovo prodotto era stato inizialmente proposto dai media come un'alternativa alla mastoplastica additiva con impianto di protesi mammarie. L'interesse nel nuovo filler (riempitivo) per il seno veniva perciò principalmente da parte delle donne che avevano paura dell'intervento chirurgico e erano alla ricerca di un metodo "naturale" che desse loro un seno più grande e tonico. In realtà la procedura si è rivelata più complessa e fastidiosa del previsto. L'impianto si può fare in anestesia locale ma è spesso utile la sedazione e la presenza dell'anestesista a meno che non si iniettino delle quantità minime che sono sufficienti per dei ritocchi e non per un aumento tangibile del seno. Inoltre abbiamo osservato, nel corso di interventi di mastoplastica additiva in pazienti che avevano iniettato il macrolane, che il prodotto viene circondato da una microcapsula e quindi nella zona di impianto si osservano tante cisti, piene di acido ialuronico , che possono anche alterare il quadro ecografico. E' infine di questi utimi giorni la decisione del produttore Q-med di sospendere l'indicazione del Macrolane per l'aumento del seno. La ragione è motivata dall'azienda produttrice nella difficoltà ad eseguire gli esami diagnostici (ecografia, mammografia) in presenza di Macrolane e quindi i problemi di diagnosi di neroformazioni potenzialmente maligne. Quindi, per quanto riguarda il seno si può concludere che le protesi mammarie rappresentano ancora la soluzione più sicura ed economica per l'aumento del seno. Negli ultimi anni l'evoluzione tecnica degli impianti mammari ha consentito di ottenere risultati personalizzati definendo con precisione, oltre al volume, anche la forma del seno in senso tridimensionale. Grazie alle nuove protesi anatomiche e ai vari tipi di gel coesivo ogni paziente può veramente scegliere il suo nuovo seno. Nelle donne che assolutamente rifiutano l'impianto di protesi in silicone pensiamo che possa essere indicato l'aumento con grasso autologo (lipofilling, lipostruttura). L'uso del proprio grasso non garantisce risultati prevedibili come le protesi ma, se si accetta un aumento moderato o minimo e si considera la possibilità di eseguire dei ritocchi, sicuramente si tratta di una buona soluzione. Il grasso contiene cellule staminali e se ben manipolato garantisce risultati sicuri e duraturi. Il limite principale della metodica oltre alla possibilità di fare dei ritocchi eall'impossibilità di risultati eclatanti, è la necessità di avere grasso sufficiente da prelevare per l'impianto. ALTRI CAMPI DI UTILIZZO GLUTEI PECTUS EXCAVATUM CORREZIONE DI ESITI CICATRIZIALI E DI TRAUMI |
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